P.Righini, 2025
Seduto di fronte ad un oblò. perduto in qualcosa di autentico rivedo la mia vita in un film girare come un nastro magnetico
il ritmo mi sembra uno swing, ma forse mi perdo nel traffico colori si mescolano nel ring, immersi in un fluido ipnotico.
E gira, gira, gira ancora, vibra, spacca la mia ora, batte il tempo col tamburo, mentre il mondo gira scuro, spacca, e danza la sostanza, gira il suono, si fa distanza. si accende, si spegne, poi tace, si accende, si spegne, poi tace.
Mi guardo riflesso nel blu, i miei pensieri nel ring metallico, sono schegge che ruotano via, nel cerchio che vibra e mi guida.
E vedo nel moto perfetto, un ordine quasi cosmico, la macchina lava il mio tempo, ripulisce l’umano dal logico.
E gira, gira, gira ancora, vibra, spacca la mia ora, batte il tempo col tamburo, mentre il mondo gira scuro, spacca, e danza la sostanza, gira il suono, si fa distanza. si accende, si spegne, poi tace, si accende, si spegne, poi tace.